Max Guidetti, uno degli attaccanti più fortieri della storia spezzina, arriva tra gli aquilotti nell'estate del 2004. È il colpo finale del presidente Angelo Zanoli, che segue per anni questa punta veloce, intelligente, opportunista, abile con i piedi e con la testa. Segna gol a grappoli con le maglie di Varallo, Biellese, Lumezzane e Padova, ma per uno degli strani misteri del calcio, non arriva però oltre la serie C1. E uno di quegli attaccanti che fa stare tranquilli allenatori, compagni e tifosi, perché da un momento all'altro sa risolvere la partita. Lo capiscono subito gli Ultras che con quel loro coro "Massimiliano dacci una mano" comprendono che stanno per iniziare stagioni in cui c'è da divertirsi. Esordio e gol in Coppa Italia (14 agosto 2004, 2-0 alla Carrarese, la prima perla in assoluto in maglia bianca), esordio e gol in campionato: e Spezia batte Torres, a Sas-sari, per 1-0. Max non si ferma più. Segna a Como
(doppietta), Frosinone, Pisa in uno splendido 3-2 in notturna, memorabile), Pistoiese, Grosseto, Lumezzane (doppietta), Lucchese (rossoneri battuti al Picco 1-0), Sangiovannese (altra doppietta), Fidelis Andria, Prato, e siamo solo all'andata.
Nel ritorno si piegano a Re Max, Pisa (doppietta ed è 2-0 ai toscani), Pistoiese e Mantova. Ma è suo, soprattutto, il gol dell'1-1 contro il Frosinone che consente allo Spezia di conquistare la prima
Coppa Italia di serie C. Scrive quel giorno Armando Napoletano su Tuttosport: «Guidetti, attaccante di provincia, ardimentoso quanto è piccolo, per tutta la stagione più concreto che dimostrativo, si vede servire la palla da Matteassi dopo che Anaclerio nel mezzo l'ha difesa con i denti. Il bomber danza tra Molinari e la difesa, poi lo scatto ed il sinistro radente che buca De Juliis sulla sua sinistra. 1-1, ed è il 35° del secondo tempo, gli aquilotti capitalizzano la vittoria dell'andata». È solo l'inizio della splendida storia in maglia bianca di Max. La stagione successiva trascina lo Spezia in
B. Segna all'esordio alla Pro Patria (1-1, gol dal dischetto dopo un rigore procurato), stende Citta-della, Salernitana (doppietta), Pavia, Lumezzane, Teramo (doppietta) e Fermana nel girone di andata. San Marino e Lumezzane nel ritorno, prima della doppietta storica al Genoa: è il 7 aprile 2006, la gara si gioca dopo un rinvio per motivi di ordine pubblico. Max segna al 2° e all'84°. Ormai è nella storia. "Massimiliano dacci una mano" compare sui muri della città, risuona in ogni stadio, diventa ninna-nanna di genitori-tifosi per bebè che non dormono, viene canticchiata ovunque. Lo Spezia vola verso la B anche perché Guidetti segna a Pizzighettone e Pro Sesto.
La stagione tra i cadetti inizia sotto uno stellone negativo: contro il Cesena tira in ogni modo, ma Turci lo rimbalza. Al suo posto entra Dionigi, che segna dopo tre minuti. Max inizia la staffetta con l'esperto attaccante, finisce in panchina. «Ecco perché non è mai andato in B», mugugna qualcuno sugli spalti. Ma lui è professionista straordinario, e attende il suo turno. Si sblocca alla nona di campionato, contro il Pescara, si ripete soprattutto il 18 novembre, quando al Ferraris segna il gol decisivo contro il Genoa: finisce 2-1 per gli aquilotti che, per un'ora, si prendono gli applausi dei tifosi rinchiusi nella "gabbia". Se qualcuno aveva dei dubbi, si ricrede. Segna a Brescia e al Piacenza, fa la partita perfetta contro la Juventus, quando Soda gli chiede di sacrificarsi come ala per contrastare l'asse Birindelli-Camoranesi. Nel girone di ritorno sono decisivi i gol a Bologna, Frosinone, Albinoleffe, Arezzo e Triestina. Segna su rigore al Rimini, e poi la perla di Torino, nel 2-3 alla Juventus che vale la salvezza, con un pallonetto a Mirante.
La sua maglia numero 11 sta in panchina nella trasferta decisiva di Verona. Non polemizza, da calciatore e uomo maturo, ma si gode la salvezza. Da capitano, nella stagione della retrocessione, non abbandona la nave che sta naufragando. Anzi, segna 14 reti. Albinoleffe, Modena, Frosinone, una doppietta al Treviso e una al Ravenna, reti a Messina, Mantova, Pisa, Bologna, Ravenna, Cesena e Grosseto sono le sue vittime. Segna l'ultimo gol nella partita-passerella contro i maremmani.
Lo Spezia retrocede, Guidetti esce al 43° della ripresa per prendersi tutti gli applausi di un Picco commosso: ora può scapparci la lacrima, per salutare il più grande attaccante del dopoguerra. Si trasferisce alla Cremonese prima, alla Reggiana poi, e infine al Pergocrema - nella gara da ex al Picco viene espulso - malgrado le speranze di rivederlo in maglia bianca. A fine campionato, la sera della conquista della Supercoppa e del Triplete, partecipa in tribuna, e alla festa del dopo partita, assieme ai tifosi e gli autori del triplete. «Un giorno spero di allenare il settore giovanile dello Spezia», confida.
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