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Mazzei e Sassarini: "I bambini sono i protagonisti assoluti del progetto"

Mazzei e Sassarini: "I bambini sono i protagonisti assoluti del progetto"

10 giugno 2014 - 12:25
10 giu 2014 - 12:25

"Il ruolo dei genitori è fondamentale per la crescita dei giovani calciatori; le nostre squadre condividono una metodologia di lavoro, volta a stimolare in contemporanea tutte le fasi"

"Il futuro si costruisce nel presente". E' questa la scritta che campeggia ai bordi del manto verde del C.S. "Bruno Ferdeghini" e per chi lavora in prima persona con i più giovani tra gli aquilotti, questo motto non può che essere ben vivo e presente in ogni istante della giornata sportiva, mettendo i ragazzi al centro del progetto e lasciando ben lontani i personalismi di ambiziosi tecnici o la voglia di rivincita di tanti genitori, che troppo spesso ripongono nei figli i propri sogni. A questo proposito, chi se non l'esperto Antonio Sassarini, allenatore insieme a William Mazzanti della formazione Esordienti 2003, e Massimiliano Mazzei, coordinatore della Scuola Calcio aquilotta, per capire come si coltivano i calciatori di domani, cercando di distaccarsi dallo statico modello italiano, diretti verso una modalità dal sapore europeo. "Nel torneo di Riva Ligure, dove io e mister Ferdeghini abbiamo sostituito l'indisponibile mister Mazzanti", esordisce Mazzei, "abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione che stiamo lavorando lungo la strada giusta, non solo per il risultato prettamente sportivo, che certo ci inorgoglisce, ma per i complimenti che sono arrivate da altre realtà, in particolar modo dai francesi dell'Olympique Marsiglia, che ci hanno invitati a prendere parte ad alcuni tornei in Francia. Personalmente non avevo fatto caso che le altre squadre non stessero facendo ruotare tutti i ragazzi a disposizione, perchè per noi è fondamentale far si che i bambini giochino tutti lo stesso minutaggio, per sentirsi tutti parte della squadra e crescere, anche perchè la partita deve essere innanzitutto un premio, ed il tecnico del Marsiglia ci ha riempito di complimenti importanti, dicendo che è in questo modo che si lavora in un settore giovanile, non puntando al risultato, ma alla crescita dei giovani calciatori. L'importanza di queste frasi risiede nel fatto che arriva dall'estero, dove il lavoro nei settori giovanili ha preso da tempo una direzione ben diversa da quella della Penisola, hanno una visione differente del calcio giovanile e noi dobbiamo avere come riferimento realtà quali Saint Etienne e Lione, per fare altri esempi francesi, dove l'obiettivo è la produzione di giovani talenti, non l'ottenere titoli tra i più piccoli. Bielsa ha detto che in Italia il progetto non viene mai modificato, perchè si perde sempre di poco e devo dire che probabilmente la vittoria ai mondiali del 2006 non è stato un bene per il nostro calcio, dato che ci ha fatto specchiare troppo, non facendoci stare al passo con i tempi, utilizzando al meglio le nuove tecniche, mentre all'estero si sono dati da fare ed il Belgio di oggi ne è un esempio lampante, una nazionale che ha saltato due mondiali consecutivi, ma che ora è piena di giovani talenti e che tutti temono ed indicano come possibile sorpresa del mondiale". 

"Noi stiamo provando a fare qualcosa di innovativo per il calcio italiano", continua mister Sassarini, "dato che, la dove ognuno guarda solamente al proprio orticello, qui lo staff della prima squadra monitora costantemente le giovanili, riunendosi periodicamente con i vari staff tecnici e tracciando una metodologia da seguire, uguale per tutti. Ad ogni modo non è solo il metodo di lavoro ad essere fondamentale, ma è anche l'aria che i bambini respirano e qui noi cerchiamo di mantenere un ambiente tranquillo, dove la cultura del lavoro svetta su tutto ed in cui il risultato agonistico non è importante. Ora abbiamo una casa dove lavorare, tutto è cambiato rispetto ad anni fa, e c'è un'identità ben definita, che ci sta portando a raccogliere complimenti ovunque, non solo per il gioco espresso, ma soprattutto per il comportamento tenuto dai nostri ragazzi".

"Il metodo", secondo Mazzei, "deve stimolare tutte le fasi contemporaneamente, perchè i ragazzi devono crescere globalmente, stimolando insieme la fase tecnica, tattica, atletica e soprattutto quella motivazionale, l'aspetto sicuramente più importante ed abbinato all'intelligenza calcistica pura, quella che porta a risolvere le situazioni particolari che in campo possono capitare, perchè non bastano le abilità, bisogna che i ragazzi siano autonomi e competenti, lavorando sull'aspetto psicologico. Un giocatore deve essere autonomo e l'allenatore deve metterlo in condizione di dare il massimo, ma è il ruolo del genitore ad assumere un ruolo determinante per far si che i ragazzi prendano le proprie decisioni, perchè chi gioca sono i ragazzi ed i genitori devono lasciarli crescere, consigliandoli, ma lasciando il dovuto spazio, anche agli errori, perchè questi sono uno strumento per crescere, non un problema. L'obiettivo che ci poniamo? Continuare su quanto fatto sino a questo momento, migliorando sempre più, ma non sono le vittorie ed i trofei che andiamo ricercando, bensì il nostro obiettivo è quello di aiutare i nostri giovani a diventare calciatori professionisti, così come avviene sistematicamente in scuole calcio prestigiose come l'Ajax, l'Anderlecht, il Real Madrid ed il Partizan Belgrado. Noi dobbiamo lavorare bene con i giovani, cercando di farli arrivare nella nostra prima squadra come succede in squadre come il Lione, l'Athletic Bilbao, la Real Sociedad ed il Barcellona, in cui oltre il 50% dei giocatori della prima squadra è cresciuto nelle giovanili della stessa".

"Allenare in due?", chiude mister Sassarini, "Cancella i personalismi, i protagonisti devono essere i bambini e non conta il risultato sportivo, bensì quello che si riesce a lasciare ai nostri piccoli atleti, ed in questo è fondamentale che tutte le formazioni abbiamo una stessa linea tecnica da seguire, condividendo idee, esercitazioni e regole, in modo che, anche se cambia l'allenatore, non cambi la metodologia, facilitando i progressi dei bambini e lavorando così per il bene della società".