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Donadoni: "Dobbiamo trasformare la tensione in stimolo, non in preoccupazione"

Donadoni: "Dobbiamo trasformare la tensione in stimolo, non in preoccupazione"

16 gennaio 2026 - 14:55
16 gen 2026 - 14:55

In vista della sfida di Palermo, mister Roberto Donadoni ha parlato così ai microfoni della stampa: “Ho visto oggi per la prima volta Romano e l’impressione è sicuramente positiva, perché è un giovane con prospettive importanti e mi ha fatto subito una buona impressione; arriva da una scuola dove è abituato a fare un certo tipo di calcio e quest’anno ha avuto modo di lavorare con un allenatore preparato come Gasperini, quindi è sicuramente preparato e anche per noi è stimolante lavorare con giovani che hanno qualità e voglia.

Valoti é un calciatore più esperto, importante per la categoria, con alle spalle vittorie di campionati e il suo apporto potrà essere rilevante per noi; chiaro che ad oggi non ha minutaggio alle spalle, ma dovremo essere noi a metterlo a regime il prima possibile.

La partita di Bolzano? In merito agli attaccanti, credo che abbiamo un reparto con caratteristiche simili a livello di proposta e se è vero che in una partita fisica poteva servire un impatto fisico maggiore, penso che tutto parta dall’aspetto mentale, perché anche se non ho la fisicità del mio avversario, devo essere in grado di utilizzare al meglio le mie caratteristiche e riuscire a togliermi dal mero duello fisico; bisogna essere bravi a trovare le contromisure giuste, ma tutto serve per crescere e capire che per giocare serve intraprendenza e voglia di rischiare, senza mai essere rinunciatari. Stesso discorso vale anche per il reparto difensivo, dove abbiamo dovuto gestire la situazione nell’arco delle ultime settimane anche a causa di qualche acciacco. 

A Palermo non voglio sentir dire che non abbiamo nulla da perdere, loro hanno il doppio dei nostri punti perché se lo sono meritato sul campo, ma noi dobbiamo fare il possibile per portare via punti da Palermo, lottare su ogni palla e uscire dal terreno con la sicurezza di aver dato tutto: questo è fondamentale.

Vlahovic? Fin dal mio arrivo ha avuto le chance per dimostrare il proprio valore, deve metterci anche la convinzione per giocare come lui sa fare. L’età non è un problema, perché un diciassettenne come Comotto ha dimostrato di saperci stare senza problemi e abbiamo preso Romano che è un altro giovane di qualità. Gli innesti non hanno avuto alcuna difficoltà a integrarsi, perché questo è un gruppo positivo e ho a disposizione grandi professionisti. Chiaro che non dobbiamo essere così altalentani nei risultati e nelle prestazioni, ma dobbiamo cercare di trovare la continuità che fino ad oggi ci è mancata.

I problemi sulle palle inattive? Dobbiamo scrollarci di dosso l’ansia e le paure e andare ad attaccare la palla con convinzione, aspetto che vale anche per le palle offensive a favore. La tensione eccessiva fa male, perché può capitare di aver paura, ma bisogna renderla un vantaggio per avere ancora più attenzione, non può diventare una tensione negativa che fa sbagliare ancora di più.

Comotto? É un ragazzo che sta crescendo e anche l’utilizzo che ne stiamo facendo, é orientato su questo aspetto.

Bandinelli? É vicino al recupero, avremmo potuto osare per Palermo, ma non vogliamo rischiare di perderlo a lungo e preferiamo attendere ancora una settimana per farlo pienamente recuperare e averlo a disposizione per l’Avellino.

Uno degli obiettivi sul mercato era portare calciatori con la testa libera che potessero aiutarci a toglierci anche le negatività psicologiche che ci portiamo dietro.

La sfida di Palermo? Dovremo essere focalizzati su quello che ci sarà da fare sul campo, non su altro; misurarsi con chi sta davanti, deve essere uno stimolo, non può esserci paura e sta a noi dimostrare qualcosa, non si può pensare di andare a Palermo per preoccuparsi e scendere in campo così.

I programmi sono in linea con quello che avevamo in mente, devo ringraziare il Direttore e la Proprietà perché stanno lavorando molto bene e hanno capito le necessità che avevamo e per quelle stanno continuando a lavorare.

Sicuramente avere in mano il possesso della palla é importante, ma deve essere finalizzato a qualcosa, altrimenti serve a poco; nella ripresa a Bolzano l’atteggiamento é stato positivo, sia a livello di spinta che della voglia di incidere, quindi quando c’è questo spirito si inizia a intravedere qualcosa di positivo, ma allo stesso tempo bisogna essere concreti e cattivi per segnare e forse questo aspetto ancora un po’ ci manca.