Il primo anno della storia spezzina in Serie A, comincia con l’addio del Direttore Generale Guido Angelozzi e la nomina di Mauro Meluso a Direttore dell’Area Tecnica.
Sul mercato, lo Spezia si rinforza con diversi giocatori di categoria: dai portieri Zoet e Rafael, ai difensori Chabot, Marchizza (per un altro anno in prestito dal Sassuolo) e Ismajli, passando per i centrocampisti Estevez, Agudelo, Leo Sena e Agoume fino agli attaccanti Verde, Farias e Piccoli. Tutti acquisti che si aggiungono allo zoccolo duro della promozione in Serie A, a cominciare da Galabinov, vero protagonista dell’inizio di campionato con ben tre gol realizzati nelle prime due giornate.
Per qualche mese la squadra è costretta a giocare in casa all’Orogel Stadium di Cesena, in attesa che si completino i lavori di adeguamento allo stadio Alberto Picco. L’esordio è contro il Sassuolo di mister De Zerbi, avversario tosto, che propone un gran calcio e che da anni gravita nelle zone nobili della classifica. La sfida vedrà i neroverdi uscire dal campo vincitori per 4-1: il primo storico gol in Serie A dello Spezia reca la firma di Andrej Galabinov, che si andrà a ripetere subito dopo nella trasferta di Udine, protagonista con una splendida doppietta, che regalerà la prima storica vittoria dello Spezia Calcio in Serie A.
Nelle quattro gare successive, le Aquile collezionano due punti contro Fiorentina e Parma, mentre escono sconfitte contro Milan e Juventus. Dopo 6 giornate il bottino in classifica recita 5 punti, quanto basta per galleggiare al di fuori dalla zona rossa. Seguirà il netto successo a Benevento per 3-0 e il tonfo sonoro nella trasferta di Crotone, fanalino di coda del campionato che rifila 4 gol ai ragazzi di mister Italiano. Nel girone di ritorno il rullino di marcia delle Aquile cresce, tanto che il 6 gennaio, Terzi e i suoi sbancano il ‘Maradona’ di Napoli per 1-2, grazie ai gol di Pobega e Nzola e si risollevano in classifica. Spezia che troverà continuità superando anche la Sampdoria al Picco nel turno successivo. Si percepisce che la salvezza è traguardo davvero raggiungibile e giornata dopo giornata per le Aquile c’è sempre più consapevolezza.
Nel febbraio 2021, andrà in porto il passaggio di proprietà del Club, dal patron Volpi alla famiglia americana dei Platek. Nello stesso mese, lo Spezia colleziona altre due vittorie-chiave per la salvezza: quella del Mapei contro il Sassuolo e quella memorabile in casa contro il Milan di mister Pioli allora capolista. Ad andare in rete sono i due spezzini Maggiore e Bastoni, i cui gol fanno perdere ai rossoneri la vetta della classifica a discapito dell’Inter, mentre regalano allo Spezia un’ulteriore importante boccata d’ossigeno.
In primavera, le due vittorie al Picco contro Cagliari e Crotone consentono allo Spezia di viaggiare ben al di fuori dalla zona retrocessione, tanto che la salvezza, a questo punto, pare davvero essere ad un passo. Decisiva sarà la gara casalinga contro il Torino del 15 maggio, lo stesso giorno nel quale la famiglia Platek si presenta alla città nella conferenza stampa dell’Nh Hotel, a poche ore di distanza dal match. In campo, le Aquile strapazzeranno i granata per 4-1: Saponara, Erlic e una doppietta di Nzola regalano la salvezza aritmetica ai ragazzi di mister Italiano, che ottengono addirittura con una giornata di anticipo. I bianchi chiuderanno la stagione a quota 36 punti in 38 giornate, raggiunti grazie a 10 vittorie e 6 pareggi. Il contributo decisivo, in termini di gol, proviene dalla grande stagione di Mbala Nzola, autore di 11 reti in campionato all’esordio assoluto in Serie A, vero e proprio protagonista della splendida cavalcata dello Spezia Calcio alla prima stagione nella sua storia in massima serie.
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